Turismo, territorio e valore — Il turismo è un equilibrio, non una corsa ai posti letto

Il turismo è un equilibrio,
non una corsa ai posti letto

Più offerta non significa automaticamente più ricchezza. Sviluppare significa proteggere il valore del territorio e di chi vi ha già investito.


Prima i numeri, poi il cemento

Iniziativa civica sul PUC di Santa Marina

Sezione 1

Quando l’offerta cresce senza conoscere la domanda

  1. Nuovi posti letto senza una fotografia completa del mercato

  2. Offerta che può crescere più della domanda reale

  3. Meno prenotazioni medie per ciascuna struttura

  4. Concorrenza concentrata soprattutto sul prezzo

  5. Margini più bassi e minore capacità di investire nella qualità

  6. Indebolimento dell’immagine e del valore della destinazione

Non è un risultato inevitabile. È un rischio che la pianificazione deve misurare e prevenire prima di rendere operative nuove trasformazioni.

Sezione 2

Proteggere il territorio significa proteggere investimenti reali

Proprietari e famiglie

Molte famiglie hanno investito i propri risparmi in una casa, in un immobile da affittare o in una piccola attività ricettiva. Una crescita non coordinata dell’offerta può aumentare la concorrenza senza aumentare in modo proporzionale la domanda.

Operatori turistici

Alberghi, campeggi, B&B, affittacamere e case vacanza hanno bisogno di una destinazione riconoscibile, servizi efficienti e una stagione meno fragile, non soltanto di un numero maggiore di posti letto.

Commercio e lavoro locale

Il valore del turismo non si misura soltanto negli arrivi. Conta quanto il visitatore resta, quanto spende nelle attività locali e quanta parte della ricchezza prodotta rimane effettivamente nel territorio.

Residenti e nuove generazioni

Acqua, depurazione, viabilità, parcheggi, spiagge, rifiuti e spazi pubblici hanno una capacità limitata. Se questa capacità viene superata, i costi vengono sostenuti dalla comunità anche dopo la fine della stagione.

Sezione 3

Più valore, non semplicemente più volume

La domanda non è se essere favorevoli o contrari al turismo. La domanda è quale sviluppo possa produrre più valore nel tempo.

Crescita prevalentemente quantitativa

  • più superfici;
  • più edifici;
  • più posti letto;
  • maggiore pressione nei periodi di punta;
  • concorrenza basata soprattutto sul prezzo.

Sviluppo fondato sul valore

  • recupero e riqualificazione dell’esistente;
  • miglioramento dei servizi;
  • qualità dell’ospitalità;
  • maggiore durata della stagione;
  • esperienze legate al paesaggio, al Bussento, alle attrattive storiche e culturali e alle attività locali;
  • maggiore spesa distribuita sul territorio;
  • tutela del valore immobiliare e turistico.

Recuperare, riqualificare ed efficientare gli immobili esistenti produce lavoro per imprese, tecnici e artigiani senza richiedere automaticamente nuovo consumo di suolo.

Sezione 4

Quando una destinazione è costretta a vendersi soltanto sul prezzo

Se molti operatori offrono prodotti simili nello stesso breve periodo, senza servizi, identità e attività capaci di distinguere la destinazione, il prezzo può diventare l’unico strumento di competizione.

Il problema non sono i turisti con una determinata capacità di spesa. Il problema è un modello nel quale l’offerta è costretta a ridurre continuamente i prezzi perché la domanda non cresce quanto i posti disponibili.

Una destinazione non diventa più ricca soltanto perché ospita più persone. Diventa più ricca quando ogni presenza genera reddito diffuso, lavoro, servizi e investimenti che restano nel territorio.

Un caso vicino

In alcune località dell’Alto Tirreno cosentino, dopo una fase di intensa costruzione speculativa di seconde case e strutture ricettive, i prezzi degli immobili sono crollati in modo significativo. L’eccesso di offerta, combinato con una domanda che non è cresciuta proporzionalmente, ha eroso il valore del patrimonio di chi aveva già investito. La domanda da porre prima di ogni nuova espansione è: stiamo verificando come evitare una dinamica analoga?

Fonte: osservazione del mercato immobiliare locale. Documentazione in corso di raccolta.

Sezione 5

Bellezza, armonia e qualità urbana

L’obiettivo del Comune non dovrebbe essere soltanto quello di aumentare il numero dei posti letto o la capacità edificatoria del territorio, ma quello di migliorare complessivamente la qualità dei luoghi in cui cittadini, visitatori e operatori economici vivono e lavorano.

Più posti letto possono rappresentare un’opportunità soltanto se accompagnati da reti fognarie e sistemi di depurazione adeguati, verde pubblico fruibile, spazi pedonali, servizi, parcheggi, manutenzione urbana e una maggiore qualità architettonica e paesaggistica.

Gli obiettivi espliciti che il Piano dovrebbe assumere

  • recupero degli intonaci e delle facciate degradate;
  • sistemazione degli edifici incompiuti;
  • mitigazione degli elementi incongrui nel paesaggio urbano;
  • riordino degli spazi residuali;
  • progressiva riduzione dei “refusi urbanistici” prodotti nel tempo.

Sviluppo misurato in quantità

  • metri cubi autorizzati;
  • posti letto aggiunti;
  • superfici edificate.

Sviluppo misurato in qualità

  • paese più ordinato e curato;
  • territorio più verde e accessibile;
  • identità locale più riconoscibile;
  • spazi piacevoli da vivere tutto l’anno.

La qualità estetica non è un elemento accessorio: contribuisce al benessere dei residenti, all’attrattività turistica, al valore degli immobili e alla riconoscibilità del territorio.

Sezione 6

Prima di nuovi posti letto serve una fotografia del sistema esistente

  • numero effettivo di alberghi, B&B, affittacamere, case vacanza e locazioni brevi;
  • seconde case effettivamente utilizzate per finalità turistiche;
  • posti letto autorizzati, disponibili e realmente utilizzati;
  • occupazione mese per mese;
  • prezzi medi e durata dei soggiorni;
  • strutture inattive, sottoutilizzate o recuperabili;
  • tipologie di offerta realmente mancanti;
  • capacità di acqua, fognature e depurazione;
  • traffico, parcheggi, rifiuti e accessibilità delle spiagge;
  • effetti cumulativi delle diverse previsioni urbanistiche;
  • ricaduta economica effettiva sulle attività locali.

Solo dopo questa ricognizione è possibile distinguere uno sviluppo utile da un semplice aumento della capacità edilizia e ricettiva.

Sezione 7

Proteggere il valore, non fermare lo sviluppo

Un piano urbanistico non deve scegliere soltanto dove si potrà costruire. Deve anche proteggere l’equilibrio economico, ambientale e sociale sul quale si fonda il futuro della comunità.

Prima il censimento. Poi il limite sostenibile. Poi, soltanto se necessario, nuove strutture.